I partiti politici rappresentavano pensieri e, attraverso essi,
identità e stili di vita. La loro fine improvvisa ha cancellato la Politica e,
dunque, i valori culturali e di prospettiva che essa rappresentava.
Maturare un nuovo modo di concepire i valori del Mondo e di
se stessi, attraverso la produzione di grandi sconvolgimenti politici,
religiosi, sociali ed economici in cui l’uomo e la bellezza siano posti al
centro dell’attenzione, si sostanzia nell’accettare la sfida di un nuovo
rinascimento per essere nuovamente titolari di una nuova visione ideale e
spirituale.
Lavorare per una rinascita di vitalità produttiva di
pensiero, significa andare oltre il caos che è positivo quando rompe la
staticità, ma che non può essere perenne. Solo così potranno essere concepite
nuove visioni.
Non si può più prescindere dall’attivare momenti alti del
pensiero per forgiare un nuovo modello di civiltà che sia espressione di sana pluralità
culturale e di approcci. Il mondialismo ha cancellato il pensiero, la
riflessione e la pluralità delle prospettive. La vera dicotomia non è più
Destra/Sinistra, ma: rinascimento contro infinito caos e barbarie. E, non si
tratta solo di auspicare una rinascita romantica, ma anche fisica. Come quella degli
antichi borghi o delle città, intesi come luoghi di civiltà autentica.
Occorre superare il vuoto con la ricostruzione, restituendo
civiltà. Bisogna farlo oltrepassando l’istinto attraverso la riflessione, il
pensiero e la ricostruzione fisica. In gioco non vi è il futuro della classe
politica e dirigente, ma il nostro, quello dei nostri figli e della nostra
Terra.
Riappropriamoci delle nostre radici per sfuggire all’eterno
presente che ci standardizza nell’anonimato e verso la distruzione. Rinascimento
come liberazione. Un nuovo rinascimento che, davanti a scelte vuote ed
improponibili per i destinatari, rende alto e pienamente politico anche l’esercizio
dell’astensione.
Claudia Giannotti

Complimenti Claudia, .
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