sabato 24 novembre 2018

SENZA UNA PROSPETTIVA DI RINASCITA, MEGLIO L’ASTENSIONE POLITICA



I partiti politici rappresentavano pensieri e, attraverso essi, identità e stili di vita. La loro fine improvvisa ha cancellato la Politica e, dunque, i valori culturali e di prospettiva che essa rappresentava.

Maturare un nuovo modo di concepire i valori del Mondo e di se stessi, attraverso la produzione di grandi sconvolgimenti politici, religiosi, sociali ed economici in cui l’uomo e la bellezza siano posti al centro dell’attenzione, si sostanzia nell’accettare la sfida di un nuovo rinascimento per essere nuovamente titolari di una nuova visione ideale e spirituale.

Lavorare per una rinascita di vitalità produttiva di pensiero, significa andare oltre il caos che è positivo quando rompe la staticità, ma che non può essere perenne. Solo così potranno essere concepite nuove visioni.

Non si può più prescindere dall’attivare momenti alti del pensiero per forgiare un nuovo modello di civiltà che sia espressione di sana pluralità culturale e di approcci. Il mondialismo ha cancellato il pensiero, la riflessione e la pluralità delle prospettive. La vera dicotomia non è più Destra/Sinistra, ma: rinascimento contro infinito caos e barbarie. E, non si tratta solo di auspicare una rinascita romantica, ma anche fisica. Come quella degli antichi borghi o delle città, intesi come luoghi di civiltà autentica.

Occorre superare il vuoto con la ricostruzione, restituendo civiltà. Bisogna farlo oltrepassando l’istinto attraverso la riflessione, il pensiero e la ricostruzione fisica. In gioco non vi è il futuro della classe politica e dirigente, ma il nostro, quello dei nostri figli e della nostra Terra.

Riappropriamoci delle nostre radici per sfuggire all’eterno presente che ci standardizza nell’anonimato e verso la distruzione. Rinascimento come liberazione. Un nuovo rinascimento che, davanti a scelte vuote ed improponibili per i destinatari, rende alto e pienamente politico anche l’esercizio dell’astensione. 

Claudia Giannotti

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