Vivere alla giornata, in una dimensione effimera, senza
ideali. C’è chi se ne frega del futuro perché non lo vivrà o perché non lo
percepisce prossimo; chi è troppo impegnato a fare soldi ed a spenderli.
Abbiamo impostato, accettato, sostenuto un sistema politico
che non consente una programmazione ed una gestione saggia, né di salvaguardia
dell'ambiente, né di rispetto per ogni essere umano e per la natura, né di
solidarietà e cooperazione. Questo sistema, riesce solamente a cucire delle
pezze nel breve periodo, quasi sempre malamente e comunque evidentemente inefficaci.
POPOLAZIONE UMANA
La specie umana è composta di circa 6,5 miliardi di persone,
di cui 1,3 miliardi vivono nel Nord, nei paesi industrializzati, e 5,1 miliardi
vivono nel Sud, ovvero in paesi poveri o "in via di sviluppo".
1,6 miliardi di queste persone vivono in condizioni peggiori
di 15 anni fa. 1,4 miliardi, ovvero il 25% della popolazione mondiale, vive al
di sotto dei livelli di povertà.
Un essere umano su quattro fa fatica a trovare cibo e acqua.
Sono uomini, donne e bambini che muoiono per una sciocchezza o stentano a
sopravvivere nella assoluta miseria.
Sappiamo che 1,3 miliardi di essi hanno meno di un dollaro
al giorno per vivere. Di questi sappiamo che 110 milioni vivono in America, 970
milioni in Asia, 200 milioni in Africa e 20 milioni in Europa.
RICCHEZZA E POVERTA'
Sul nostro pianeta iperindustrializzato, iperconnesso,
iperinformato, iperprogredito ci sono ancora 1 miliardo di persone che sono
analfabete e di queste 600 milioni sono donne.
Ancora 1 miliardo di persone vivono senza acqua potabile.
Non sentono la mancanza di una birretta o uno spritz o una redbull ... non
hanno acqua da bere. 800 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Di
queste, 200 milioni sono bambini minori di cinque anni: di questi ne muoiono 11
milioni ogni anno. Mezzo miliardo di donne vivono in povertà assoluta. 89 paesi
versano in una situazione peggiore di 10 anni fa. 70 paesi hanno entrate
inferiori a quelle che avevano negli anni '60 e '70. Nel Sud c'è una media di 1
medico ogni 6mila persone, mentre nel Nord la media è di 1 ogni 350 persone. Basterebbero
6 miliardi di dollari come costo addizionale per ottenere l'accesso universale
ai servizi sociali di base in tutti i paesi in via di sviluppo. Mentre solo
negli USA in un anno si spendono 8 miliardi di dollari in spese per cosmetici.
In Europa spendiamo 11 miliardi solo in gelati. Ogni anno
per il cibo prelibato che diamo ai nostri cani e gatti spendiamo 17 miliardi tra
Europa e USA. Sempre in Europa si spendono 50 miliardi/anno in sigarette. In
Europa beviamo alcoolici per 105 miliardi/anno. Ci massacriamo la salute e
arricchiamo la malavita mondiale spendendo 400 miliardi/anno per droghe
stupefacenti nel mondo.
Mentre basterebbero 9 miliardi di dollari per dare acqua
bevibile e risanamento a tutti i cittadini del mondo che oggi non l'hanno,
spendiamo in armi 780 miliardi di dollari.
Senza pensare che non avendo fatto carico nel modo giusto di
tutti questi problemi spiattellati in nude e crude cifre, quei milioni di
profughi presto diventeranno miliardi, visto che la situazione, senza
intervenire in modo serio, non è sanabile, ma destinata a peggiorare. Questo è il
curriculum vitae del genere umano.
C'è qualcosa che non riguarda i soldi e come vengono spesi,
ma riguarda lo stile di vita e l'ingordigia dell'uomo consumista. Questo
"qualcosa" si chiama devastazione totale del nostro pianeta.
PRODUZIONE E CONSUMO
Nel 1950 spendevamo 6,2 miliardi per la produzione dei
nostri beni. Nel 1990 siamo saliti a 31 miliardi. Nel 2000 siamo saliti a 42
miliardi.
Lo spazio ‘bio-produttivo’ globale – necessario agli esseri
viventi – sarebbe di 12 miliardi di ettari, sui 51 miliardi disponibili nel
pianeta: ovvero 1,8 ettari a persona. Ma lo spazio consumato pro-capite è di
2,2 ettari, con punte di 10 per un cittadino medio americano, 5 per un
francese, 4 per un italiano. 10% è l'aumento percentuale dal 1992 al 1999 dei
consumi globali di carburanti fossili; 6,4 tonnellate di petrolio per anno consumati
pro-capite nei paesi sviluppati; 0,63 tonnellate di petrolio per anno consumati
pro-capite nei paesi in via di sviluppo
Mentre 2,5 miliardi di persone non dispongono di energia,
noi incrementiamo il consumo annuale di un bel 2%. Ci sono 2 miliardi di
persone che usano ancora il legno o altre biomasse nel Sud Est asiatico e
nell'Asia meridionale e mezzo miliardo di persone che lo fanno nell'Africa Sub Sahariana.
Dal 1971 al 2001 il consumo di combustibili fossili mondiale è sceso di un
misero 6%. In compenso le emissioni globali di carbonio dal 1965 al 1998 sono
aumentate di un 2,1%.
Col pericolosissimo nucleare produciamo il 16% di energia. Con
le energie rinnovabili, invece, in totale produciamo il 4,5% di energia utile.
Stiamo distruggendo l'intero pianeta con i nostri rifiuti,
il nostro menefreghismo, gli assurdi prodotti "usa e getta". E così
oggi abbiamo scoperto che tutto ciò che riversiamo in mare galleggia producendo
danni. Solo la plastica ha il difetto di frantumarsi fino a diventare
piccolissime particelle che finiscono nelle pance degli animali e successivamente
nelle nostre che li mangiamo. Montagne di rifiuti, persino sull'Everest.
Un sacco di rifiuti tossici non vengono smaltiti
regolarmente e finiscono nei terreni e di conseguenza inquinano anche le nostre
risorse idriche. Se incendiate, diossina.
SALUTE
11 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono nei paesi
"in via di sviluppo".
Per il 70% le cause di queste morti sono: diarrea, infezioni
apparato respiratorio, malaria, morbillo, malnutrizione. 6 milioni di persone muoiono
a causa di malattie che si sviluppano nell'acqua e dall'inquinamento
atmosferico (sempre nei paesi poveri). Il 25% di tutte le malattie che si
potrebbero prevenire sono causate dalla scarsa qualità dell'ambiente nel mondo.
60 milioni di persone hanno contratto l'HIV/AIDS, che è la
quarta principale causa di morte nel mondo. È pari a 92 la percentuale di
persone colpite da HIV/AIDS nei paesi poveri rispetto al totale mondiale.
Inoltre, 47 anni di aspettativa in Sud Africa (dati del
2003); 70 anni in Botswana (1979), che scende a 36 anni sempre in Botswana nel
2002.
8,8 milioni di persone soffrono di tubercolosi ogni anno. E
al 99% sono tutti residenti in paesi poveri. 1 milione di persone muore ancora
ogni anno a causa della malaria.
AGRICOLTURA
L'11% delle terre emerse del pianeta è utilizzato per
produzione agricola.
Produzione che non basta perché 250 milioni di persone sono
direttamente interessate dal fenomeno della desertificazione. 1 miliardo di
persone sono a rischio di essere coinvolte da questo fenomeno nei prossimi
anni, grazie ai cambiamenti climatici provocati dal "progresso"
umano.
Negli USA ogni anno servono 157 milioni di tonnellate di
cereali, legumi, ortaggi, impiegati per produrre 28 milioni di tonnellate di
proteine animali (mangimi che servono agli allevamenti di animali che vengono
poi venduti come carne da macello in America). Rilevante è l'effetto inquinante
per l'atmosfera dovuto ai gas prodotti dagli animali. Vista la situazione negli
USA, in Giappone hanno aumentato del 360% il consumo di carne negli ultimi
trenta anni.
L'80% dei bambini che soffrono la fame vive in Paesi che
impiegano parte dei loro cereali per produrre carne destinata ai Paesi ricchi.
Per produrre un chilo di carne da portare in tavola si
consumano 100 mila litri d'acqua. Mentre per avere un chilo di soia si
consumano solo 2 mila litri.
ACQUA
Il 70% della superficie terrestre è coperta di acque. Di
tutta questa acqua solo il 2,5% è acqua dolce, il resto è acqua salata. Il 70%
delle riserve d'acqua dolce si trova tutta nelle calotte polari. Delle risorse
mondiali di acqua dolce, solo lo 0,8% può essere utilizzato dall'uomo. Il 40% è
la percentuale stimata di incremento di risorse idriche di cui avremo bisogno
nei prossimi vent'anni.
Entro il 2025 si stima che il 66% della popolazione mondiale
vivrà probabilmente in nazioni che avranno moderate o gravi insufficienze
idriche.
BIODIVERSITA'
Terreni desertificati sul pianeta: 26%. Il 71% delle terre
aride di tutto il mondo è esposto ad ulteriore degrado.
Ogni anno perdiamo 94 milioni di ettari di foreste, più
della superficie dell'intero Venezuela. Ciò avviene per la necessità di
espandere le produzioni agricole. Negli ultimi 10 anni il 4% delle foreste
tropicali è andato perso.
Degrado degli ecosistemi costieri nel mondo prodotti
dall'attività umana: 57%. In Europa 80%, in Asia 70%.
L'80% dell'inquinamento marino è causato da fonti che si
trovano sulla terraferma.
Nei paesi in via di sviluppo il 90% delle acque di scolo è
scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere alcun
trattamento. Così come, sempre nei paesi in via di sviluppo, il 70% dei rifiuti
industriali è scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere
alcun trattamento.
400 milioni di persone sopravvivono direttamente o
indirettamente dai banchi di pesca. Però il 75% dei banchi di pesca mondiali
necessiterebbero di iniziative immediate per bloccare o diminuire la pesca, in
modo da assicurare adeguate disponibilità ittiche del futuro.
Siamo riusciti a distruggere il 24% delle barriere coralline
mondiali, un altro 27% verrà distrutto entro i prossimi 10 anni.
ARIA
Ciascuno degli ultimi tre decenni è stato nell’ordine il più
caldo sulla superficie della Terra rispetto a qualsiasi decennio precedente a
partire dal 1850.
Prima della rivoluzione industriale i gas serra, in
particolare l'anidride carbonica, presenti nell'atmosfera erano concentrati in
270 parti per milione. Nel 2017 i gas serra sono saliti a circa 400 parti per
milione.
L’anidride carbonica è indispensabile per la vita e per la
fotosintesi clorofilliana, ma allo stesso tempo è uno dei maggiori responsabili
dell’effetto serra dopo il vapore acqueo. La CO2 si trova un po’ dappertutto in
natura: nell’atmosfera terrestre, negli oceani e in tutto il sistema solare. Le
emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili impiegati dall’uomo sono in
continuo aumento e sono acuite dalla deforestazione. Questo determina quei
fenomeni ambientali preoccupanti in un’ottica futura come il surriscaldamento
globale.
Giusto per citare un caso, negli ultimi 24 anni il traffico
aereo è aumentato dell'80% e stessa percentuale di aumento si è registrata per
le emissioni di CO2, ma si prevede che cresceranno di un altro 45% entro il
2035. Gli aerei commerciali generano oltre 600 milioni di tonnellate di CO2
l'anno e rilasciano ossidi di azoto (NOx) direttamente nella troposfera, sede
dei fenomeni meteorologici. Un solo aereo di linea inquina come circa 600 auto
non catalizzate. Nel 2018 sono stati tracciati oltre 202 mila voli in un sol
giorno, e che hanno messo a disposizione 30 milioni di posti. I passeggeri sono
cresciuti del 75% in più rispetto a dieci anni fa quando i viaggiatori
imbarcati sono stati 2,49 miliardi.
Ma oltre ai voli aerei ci sono altre cause di inquinamento
atmosferico non prodotto dalla Natura, ma dovute a incendi dolosi, e ai roghi
per incidenti industriali, bombardamenti, ecc. Senza contare, ovviamente, tutto
ciò che finisce in atmosfera partendo dalle nostre fabbriche. Oltre a tutto ciò
si cela un altro tipo di inquinamento difficile da determinare, ma che
sicuramente esiste e fa danni: l'inquinamento elettromagnetico, dovuto a tutti
gli apparati che emettono frequenze radio.
MARI E CLIMA
A partire dal 1900 si è rilevato un innalzamento del livello
del mare pari a 18 centimetri. 46 milioni di persone ogni anno sono vittime di
inondazioni dovute alla anomala violenza delle piogge.
Se il livello del mare subisse un innalzamento di 1 metro,
118 milioni di persone sarebbero vittime per inondazioni dovute alla violenza
delle piogge.
ANIMALI
5300 specie sono potenzialmente a rischio a meno che non
vengano compiuti degli sforzi per proteggerle.
Fonte: Report 2018 Internatinal Panel on
Climate Change
Sintesi elaborate da:
Enrico Riccardo Spelta