martedì 30 aprile 2019

MISHIMA, TRA CAMERATISMO E AMORE PER LA NATURA

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I veri pionieri sono iconoclasti; sono loro che salvaguardano la tradizione, non quelli che lottano per conservarla e così facendo ci soffocano. La tradizione può realmente esprimersi solo attraverso lo spirito dell'ardimento e della sfida ...


Credo che fosse in questo senso che Mishima intendeva far rivivere i costumi dei suoi avi. Egli voleva ristabilire la dignità, il rispetto e la fiducia in se stessi, l'autentico cameratismo, l'amore per la natura e non l'efficienza, l'amore di patria e non lo sciovinismo, l'imperatore quale simbolo di capacità di comando in opposizione a un gregge senza volto e senza anima obbediente a ideologie mutevoli, i cui valori sono stabiliti dai teorici della politica e dagli andamenti della borsa.

Henry Miller


SIMBOLISMO TRADIZIONALE DELLA VISIONE DI ALCE NERO, UOMO SACRO DEI SIOUX LAKOTA OGLALA

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«Mi trovai sulla più alta di tutte le montagne, e tutt’intorno sotto di me c’era l’intero Cerchio del Mondo. E in quel luogo vidi più di quel che posso raccontare e capii più di quel che vedevo; perché vedevo in maniera sacra la forma di tutte le cose nello spirito, e la forma di tutte le forme così come debbono vivere insieme come un unico essere. E vidi che il cerchio sacro del mio popolo non era che uno dei molti cerchi che facevano un circolo ampio come la luce del giorno e come la luce delle stelle, e nel centro cresceva un robusto albero fiorente per proteggere tutti i figli di una madre e di un padre. E vidi che era un albero sacro».

Alce Nero (Lakota-Sioux)

venerdì 5 aprile 2019

LA SPIRALE DISTRUTTIVA DEL CONSUMISMO

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In epoca moderna, nell'allevamento degli animali, il principio che guida gli uomini è quello di ottenere maggiori produzioni a costi bassi, e nel minor tempo possibile.

Tale sforzo ha portato a considerare gli animali come macchine, con una conseguente degenerazione delle tecniche d'allevamento, basate sulla intensivizzazione, ivi compresa anche la tortura derivante dal sovraffollamento, l'immobilità a cui vengono costretti gli animali nelle gabbie da ingrasso, con l'utilizzo di potenti razioni alimentari utilizzate per l'alimentazione forzata, giungendo a un progressivo allontanamento dal modo di vita naturale.

Tale orientamento, peraltro, si dimostra fallimentare anche sotto il profilo economico, poiché gli animali non sono macchine, e non rispondono come tali.

Gli animali, come l'uomo, sono sensibili al dolore e ogni loro sofferenza si ripercuote negativamente sulla stessa produzione, per non parlare d'altro. In tutto questo ciò che resta oltretutto incomprensibile, da parte dell'uomo "intelligente", è il ricorso all'uso della violenza, applicata anche a quello che dovrebbe essere il semplice governo degli animali.

Gianluigi Scalas

1988, STRAGE IMPUNITA NELLE DOLOMITI

1988, Val di Fiemme, Cavalese località sciistica delle Dolomiti. È inverno, gli alberghi registrano “tutto esaurito”. I turisti viag...