venerdì 23 novembre 2018

AUTODETERMINAZIONE, INTERNA ED ESTERNA




“Autodeterminazione interna” e “autodeterminazione esterna”: queste due questioni abbracciano un campo esteso che occorre percorre nella sua interezza e analizzarne ogni aspetto con pazienza, per capire quale è l'oggetto e il soggetto di questi stessi concetti.

L'autodeterminazione interna è la capacità propria di un popolo di scegliere la propria forma di governo. L'autodeterminazione esterna implica, invece, il riconoscimento, da parte di altri enti statali, del fatto che in un territorio esiste uno Stato.

Per essere Stato occorre avere la capacità giuridica di agire, ovvero la soggettività internazionale.
Supposte queste affermazioni, la Sardegna è un’isola ed è una Regione dell'Italia. Questa è la situazione attuale.

Per avere l'autodeterminazione occorre avere la coscienza di essere un soggetto a se stante, ovvero occorre possedere l'identità di essere popolo.

La lingua con cui si comunica è importante, è il primo segno identificativo di un popolo che si ritiene unito.

Le scuole elementari ma anche le medie dovrebbero insegnare, accanto all'Italiano, la lingua Sarda. Questa, ci permetterebbe di possedere l'identità. Per coltivare l’identità di popolo non si può prescindere dall’utilizzo di strumenti di diffusione idonei, che trasmettano solo nell’uso linguistico in cui ci si riconosce. Vale per i media come per la toponomastica e le normali attività con la Pubblica amministrazione.

Questi aspetti, come tanti altri, produrrebbero una spinta alla crescita identitaria qualitativa. La politica non può prescindere dall’esigenza di cambiare approcci e simboli in grado di assicurare una costante attenzione alla maturazione di una chiara visione identitaria, così da ribaltare la forza culturale naturale rispetto a quella preponderante acquisita. Dobbiamo sentirci intimamente parte del nostro mondo culturale, conoscendolo e praticandolo senza escludere o considerare nemiche altre espressioni culturali e senza rifiutare forme di interazione con esse.

Un popolo che si ritiene tale e che si considera in qualche modo “colonizzato” deve rinascere, partendo dalle sue origini e non dal presente. Nessuna rivoluzione e nemmeno nessun cambiamento è possibile se non si condivide l’esigenza di vivere coscientemente e responsabilmente la propria identità.

Cristian Melis

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