
1988, Val di Fiemme, Cavalese località sciistica delle Dolomiti. È inverno, gli alberghi registrano “tutto esaurito”. I turisti viaggiano a 180 metri di altezza dal suolo, trasportati dalla funivia.
Un velivolo militare statunitense è in attività addestrativa. Procede velocissimo, a quasi 900 chilometri orari e ben al di sotto del livello minimo di quota (610 metri). L’impatto con la funivia è inevitabile. Una “tempesta d’acciaio”: saranno 20 i morti, fino a pochi secondi prima ignari della loro sorte.
Per il personale di volo il giudizio è netto: innocenti. Il Governo e l’Autorità giudiziaria italiana si limitano ad una frettolosa lavata di mani.
Uno degli innumerevoli risvolti bui della sudditanza italiana.
Massimo Carboni




