Anche il calcio è cambiato, vive sotto la scure delle leggi
economiche di un liberismo sfrenato e i calciatori hanno perso la loro umanità,
il loro essere simboli identitari delle proprie tifoserie: sono diventati un
prodotto commerciale interscambiabile, il cui valore sale e scende, come in
borsa sale e scende l'indice mibtel.
Tuttavia c'è un passato che è ancora vivo nel presente, da
cui emerge la figura di un calciatore simbolo di un intera Isola, il suo nome è
Gigi Riva, nato a Leggiuno e che nel 1963 scelse di abbracciare Cagliari e di
innamorarsi perdutamente della nostra Terra a cui regalò - come simbolo del suo
amore - un anello con la forma di uno scudetto Tricolore, mitico e
inimmaginabile, agognato e sognato da un intera comunità.
È attuale la proposto di dedicargli una statua in onore
della sua scelta, di Cagliari e della Sardegna intera.
La statua in questione dovrebbe essere eretta sul lungomare
Poetto luogo delle passeggiate cittadine.
Tuttavia la burocrazia dice NO! C'è una legge del 1927, che
all'articolo 3 dispone: "nessun monumento o lapide, o altro ricordo
permanente può essere dedicata in luogo pubblico, a persone che non siano
decedute da almeno dieci anni". Il Governo è possibilista e dice che la
cosa si può fare e si deve fare, si è attivato per realizzare il progetto ora
che il campione è ancora in vita.
La Sardegna merita le statue che simboleggino realtà Sarde
che accomunino il Popolo e che esaltino il senso identitario di una realtà che
è più di una Regione e di un Capoluogo situati in una Terra straordinaria.
Cristian Melis

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