martedì 12 febbraio 2019

FARE GIORNALISMO NELL’ETÀ DEI SOCIAL MEDIA, INCONTRO CON GIOVANNI MARIA BELLU

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Il 25 gennaio si è concluso il terzo incontro del ciclo di seminari “fare giornalismo nell’età dei social media“, tenutosi presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Ospite del terzo appuntamento è stato il giornalista cagliaritano Giovanni Maria Bellu.

Nel suo intervento ha definito così la “notizia” «è un avvenimento destinato ad un pubblico. È il rapporto su un evento, non l’esperienza dell’evento; quindi l’avvenimento in se stesso non è la notizia, lo è il suo racconto immerso nel circuito dell’informazione”. Continuando, precisa «la notizia non è letteratura, arte, religione, musica, ma una specifica informazione relativa al mondo, alla sua geografia, alla sua scienza».

Per Bellu «la notizia non è mai la riproduzione della realtà, ma una registrazione , una cronaca, una presa d’atto, una valutazione o un’interpretazione»

La Carta di Roma regola la deontologia professionale che deve esserci nel mondo della carta stampata. L’art. 2 della legge 61/1963 enuncia la libertà d’informazione, di critica. Osservare le leggi è importante, serve la tutela della personalità altrui , dell’individuo, soprattutto è necessario che la verità sostanziale dei fatti sia rispettosa del dovere di lealtà nei confronti degli avvenimenti e nei confronti dei protagonisti delle vicende.

Bellu sostiene che «i valori della notizia sono i criteri valutativi convenzionali che regolano la selezione, perché contribuiscono a determinare la “notiziabilità” di un avvenimento, ovvero, la capacità che esso ha di valere come notizia».

Il pubblico ha interesse per la novità. La vicinanza con l’avvenimento accaduto è importante. Deve esserci comunicabilità, drammaticità degli eventi. Nel lavoro di redazione occorre tempestività nel riportare i fatti soprattutto nell’epoca dei social media.

Negli ultimi anni la carta stampata ha subito un forte calo delle copie vendute, la strada percorsa dal mondo del giornalismo per ridurre la crisi delle vendite e per perseguire l’ottimizzazione dei costi è la digitalizzazione del quotidiano. Basterà per produrre una informazione attendibile, rispetto alle falsità ed alle congetture che circolano in rete?

Cristian Melis

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