Il 25 gennaio si è concluso il terzo
incontro del ciclo di seminari “fare
giornalismo nell’età dei social media“, tenutosi presso il Dipartimento di
Scienze Politiche e Sociali. Ospite del terzo appuntamento è stato il
giornalista cagliaritano Giovanni Maria Bellu.
Nel suo intervento ha definito
così la “notizia” «è un avvenimento destinato ad un pubblico. È il rapporto su un evento,
non l’esperienza dell’evento; quindi l’avvenimento in se stesso non è la
notizia, lo è il suo racconto immerso nel circuito dell’informazione”. Continuando,
precisa «la notizia non è letteratura, arte,
religione, musica, ma una specifica informazione relativa al mondo, alla sua
geografia, alla sua scienza».
Per Bellu «la
notizia non è mai la riproduzione della realtà, ma una registrazione , una
cronaca, una presa d’atto, una valutazione o un’interpretazione».
La Carta di Roma regola la
deontologia professionale che deve esserci nel mondo della carta stampata. L’art.
2 della legge 61/1963 enuncia la libertà
d’informazione, di critica. Osservare le leggi è importante, serve la tutela
della personalità altrui , dell’individuo, soprattutto è necessario che la
verità sostanziale dei fatti sia rispettosa del dovere di lealtà nei confronti
degli avvenimenti e nei confronti dei protagonisti delle vicende.
Bellu sostiene che «i valori della notizia sono i criteri valutativi convenzionali
che regolano la selezione, perché contribuiscono a determinare la “notiziabilità”
di un avvenimento, ovvero, la capacità che esso ha di valere come notizia».
Il pubblico ha interesse per la
novità. La vicinanza con l’avvenimento accaduto è importante. Deve esserci
comunicabilità, drammaticità degli eventi. Nel lavoro di redazione occorre
tempestività nel riportare i fatti soprattutto nell’epoca dei social media.
Negli ultimi anni la carta
stampata ha subito un forte calo delle copie vendute, la strada percorsa dal
mondo del giornalismo per ridurre la crisi delle vendite e per perseguire
l’ottimizzazione dei costi è la digitalizzazione del quotidiano. Basterà per produrre
una informazione attendibile, rispetto alle falsità ed alle congetture che
circolano in rete?
Cristian Melis
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