lunedì 29 ottobre 2018

ANDARE OLTRE, PER USCIRE DALLA CRISI NON SOLO ECONOMICA

Claudia Giannotti



"Da questo contesto del sottosopra occorre uscire per andare oltre, per superare la gestione delle emergenze e tracciare un nuovo percorso, una nuova visione".














Stiamo ancora attraversando la crisi. Una crisi lunga, violenta, a tratti torbida.


Continuiamo a vivere in maniera crescente i mali e le angosce che ci impediscono di essere felici nella nostra libertà, compresa la libertà di autodeterminarci.

Abbiamo frettolosamente perseguito un modello di civiltà vacuo e perciò orientato alla decadenza; rinunciato alla nostra identità e ad altri valori fondamentali per relegarci nella marginalità; adottato schemi di vita senza più porci domande, divenendo soggetti passivi, dunque, vulnerabili. Tutto ciò è anche la conseguenza di un progressivo declino; di un degrado che, senza adeguate azioni, è destinato ad aggravare le condizioni degli individui, delle famiglie e delle loro organizzazioni.

Si tratta di un peso insopportabile che mina irrimediabilmente le sorti dei nostri figli e dei nostri giovani. Fatti che si ripercuotono in tutta la loro drammaticità sulle già precarie condizioni delle fasce più deboli della nostra società.

È necessario  andare oltre la crisi morale ed intellettuale che opprime i lavoratori e le imprese. Occorre farlo con l’esempio. Perché è una crisi che ci iberna tutti nel nome di vecchi e nuovi tabù che iniziano a sgretolare, per effetto di un caos che essi stessi hanno contribuito ad alimentare. Un caos che ora necessita di tracciare una nuova via.

Nulla è più solido e nulla è più Sacro. La prevaricante dissoluzione morale e civile non trova adeguati ostacoli. La pervasiva occupazione di ogni anfratto del potere e della cultura domina in maniera asfissiante.

Le contraddizioni infinite del sistema si ripercuotono pesantemente nella quotidianità. È una crisi liberale e democratica. È una crisi che necessita di solidarietà e di fermezza, attraverso risposte incisive sui problemi della sicurezza, della vivibilità dei centri urbani e delle periferie, di un nuovo rapporto con l’ambiente e la natura, della formazione di ogni ordine e grado. È una crisi che necessita di una rivoluzione sostanziale democratica.

Non ci guardiamo più attorno e non ci accorgiamo delle mani tese che implorano aiuto. Dubitiamo persino di chi sacrifica il proprio egoismo per confortare volontariamente chi ha più bisogno. Hanno modellato gli individui secondo i canoni del menefreghismo. Noi abbiamo metabolizzato questo modello per difenderci. Intanto, troppi pensionati continuano a rovistare tra i rifiuti; i disoccupati non sanno come fare la spesa; i laureati sono costretti ad emigrare.

Da questo contesto del sottosopra occorre uscire per andare oltre, per superare la gestione delle emergenze e tracciare un nuovo percorso, una nuova visione. Dobbiamo sentire dentro di noi il dovere di partecipare attivamente alla definizione di un modello di sviluppo e di società innovativo, in grado di incidere sugli assetti socioeconomici, facendo perno sui contenuti umani ed esistenziali. I vecchi miti progressisti sono falliti. Non c’è nulla da conservare. Occorrono altri e nuovi miti: una coraggiosa rivalutazione di tutti i valori ed una nuova forma di Stato organico e di Governo che dia un ruolo alle micro nazioni in Italia e in una nuova Europa, politica. 

Claudia Giannotti


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