![]() |
| Niside Muscas |
Oggi tutti parlano di famiglia, ma perché? Cos’è questo
istituto ormai quasi sconosciuto o talvolta temuto?
E’ il primo luogo che ci abbraccia, il luogo in cui veniamo
nutriti, impariamo a cadere e a rialzarci. Impariamo che non sempre abbiamo
ragione e che le cose che diciamo, tutte quelle che diciamo, hanno sempre una
conseguenza.
In famiglia impariamo il dialogo, il confronto, il rispetto, il
perdono.
Sappiamo che qualsiasi cosa accada, quello è, e sarà, il
nostro rifugio, il porto in cui sarà sempre possibile tornare. Tutto questo
perché il legame è d’amore.
Ma perché allora, oggi, fa paura metter su famiglia? Perché
allontaniamo un “luogo” così bello e importante per la crescita della nostra
società civile e politica?
Questo ciò che è scritto nell'esortazione apostolica
Amorislaetitia (2016) dopo il sinodo sulla famiglia.
La situazione reale delle famiglie è insidiata da un
«individualismo esasperato» (n. 33) e da una «cultura del provvisorio» (n. 39),
è penalizzata dalla scarsa attenzione delle istituzioni pubbliche. Il
matrimonio tra un uomo e una donna, essendo «un impegno stabile e rendendo
possibile la fecondità», svolge una «funzione sociale piena» (n. 52).
Allora, forse, occorre ripartire da lì, investire lì, dare
alla famiglia dignità, restituire prosperità, sicurezza, lavoro, assistenza. In
fondo tutti noi, i migliori come i peggiori, siamo partiti da lì.
Niside Muscas

Nessun commento:
Posta un commento