Spetta a noi sardi ricostruire la nostra Sardegna
L’inarrestabile bisogno di conoscenza e di confronto ci pone
in contatto con popoli diversi, liberi di subire la dissoluzione o di acquisire
coscienza della propria libertà. L’Italia e l’Europa non hanno mai voluto
riconoscere le specificità, inconsapevoli del loro valore fondante.
La Sardegna è una Nazione senza Stato le cui esigenze si
sono sempre scontrate con la cultura politica dominante che ha prodotto ampia
subalternità. Occorre superare i comportamenti difensivi, avviando un modello
propositivo di trasformazione culturale, per superare vecchie concezioni che
indeboliscono la consapevolezza sulla prosperità economica e sociale. Spetta a
noi sardi migliorare il nostro autogoverno per creare condizioni di sviluppo,
passando dal sentimento alla coscienza, ossia alla volontà di essere.
Il perdurare di irrisolte questioni politiche e
amministrative ha reso più dannoso il centralismo del Governo. Questa politica
spesso poco rappresentativa, scollata dal territorio di cui è troppe volte
espressione casuale, deve trovare nella rivendicazione di sovranità,
concretezza progettuale e partecipata, per l’affermazione di un modello di
identità e di autogoverno ampiamente condiviso. È molto importante che il
sardismo continui a ricercare, con le forze federaliste, nei principi
dell’autogoverno e dentro le istituzioni, il valore fondante della loro convivenza in un nuovo, grande, rappresentativo e inclusivo progetto di crescita e
sviluppo.
L’autonomismo deve essere inteso come mezzo e non come fine;
come cammino progressivo verso un reale e crescente esercizio della
responsabilità politica. Spetta ad ogni popolo costruire un proprio modello
autonomo di civiltà e di emancipazione economica.
Massimo Carboni

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