Chi è libero deve aiutare chi non lo è
Ci sono crudezze che non possono essere vissute
passivamente. Uomini e donne violentati nella loro dignità; anziani maltrattai
o relegati nella marginalità; bambini a cui si nega il futuro; ambiente
devastato da biechi interessi o da incancrenite superficialità; dominio
dell’illegalità e della standardizzazione.
Considerarci impotenti non può essere la risposta
all’ambizione di un mondo più giusto.
Il tunnel degli orrori che quotidianamente attraversiamo o
che guardiamo da lontano alimenta l’angoscia ed il conseguente sentimento
d’impotenza. Usiamo i Social Network per condividere, per alimentare
l’informazione che ci piace e per rimuovere quella che non condividiamo. Di
tutto ciò rimane solo conoscenza e, dietro la porta che apre alla strada o al
pianerottolo, tutto continua imperterrito.
La rivoluzione spesso evocata ha bisogno di essere
maturazione della coscienza, non violenta reazione all’indignazione. Non ci
sono post da rimuovere, ma comportamenti da cambiare. Calarsi nella realtà,
senza perdersi, è la chiave di volta del vero cambiamento. Chi è libero deve
lottare per rendere libero chi non lo è, perché chi vive nel tunnel non può
uscirne da solo. Deve condannare l’ingiustizia indipendentemente da chi la
subisce, da colore della sua pelle, dalla sua religione.
Ognuno di noi dovrà costruire un percorso più nobile
attenuando le sofferenze, ponendo le basi culturali per costruire nuove realtà,
un nuovo sistema.
La politica è lo strumento che deve rendere duraturi i
cambiamenti. La parola democrazia deve essere espressione di libertà e
giustizia perché le negatività del nostro tempo sono fenomeni umani e la
libertà è una conquista che va mantenuta e continuamente riscoperta, per
affermare una sovranità rispettosa del più grande valore aggiunto esistente: la
diversità.
Massimo Carboni
Massimo Carboni

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