![]() |
| Contadini di Assemini, Sardegna, anni '30 |
SPUNTI DI RIFLESSIONE
I contadini non avevano nulla dell'homo
oeconomicus. Tenevano ai loro campi e alle loro abitudini.
Il distacco dalla terra, ricevuta in dono dai propri antenati, non era neanche
contemplato, se non in caso di sventura. La proprietà, intesa come ciò che è
proprio, dunque inalienabile, era un principio a cui tenere fede.
Neanche i programmi di riforma agraria, quando dettati dai nuovi bisogni della
produzione industriale, si rivelavano capaci di rimuovere la loro istintiva
diffidenza. Capivano che la creazione di grandi proprietà avrebbe messo a
rischio la centralità e l'autonomia del loro ruolo e che,nella migliore delle
ipotesi, li avrebbe "condannati" a diventare dei giornalieri
salariati.
Stare sotto padrone non era propriamente il loro sogno.
Gianluigi Scalas
Gianluigi Scalas

Nessun commento:
Posta un commento