SPUNTI DI RIFLESSIONE
Limitarsi a cambiare governo, per migliorare le condizioni
di un Paese, è pura illusione. Può cambiare la forma, ma non la sostanza.
Se continuiamo ad escludere la doverosa capacità di maturare
il bisogno impellente di una indipendenza culturale dalle forze oppressive, non
si potrà mai progettare ed affermare il cambiamento auspicato.
Continuiamo a sfuggire dall’esigenza di costruire il “governo
di noi stessi”, per allontanarci coscientemente dal dominio di un sistema
oggettivamente patologico, come sosteneva Gandhi.
Riappropriarci della nostra capacità di decidere è l’unica
strada da percorrere per essere liberi di contribuire attivamente ad un vero
processo di miglioramento della nostra condizione di vita e per sfuggire da
ogni forma di violenza, che trova origine persino nella “educazione”.
Quando Gandhi morì, Nehru, suo grande amico, ebbe modo di
perseguire un’azione di governo evidentemente distante dal pensiero rivoluzionario.
Scelse la strada dell’industrializzazione dell’India, convinto della necessità
di condurre il suo Paese nella modernità occidentale. Voleva trasformare l’India
in una grande potenza. Fallì e dichiarò di aver sbagliato e che Ghandi aveva ragione.
Del resto, nessun vero rivoluzionario, è mai stato parte del sistema che
dichiara di voler combattere.
Massimo Carboni
Massimo Carboni

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