venerdì 30 novembre 2018

È L’INDIPENDENZA LA CHIAVE DEL CAMBIAMENTO RIVOLUZIONARIO



SPUNTI DI RIFLESSIONE


Limitarsi a cambiare governo, per migliorare le condizioni di un Paese, è pura illusione. Può cambiare la forma, ma non la sostanza.


Se continuiamo ad escludere la doverosa capacità di maturare il bisogno impellente di una indipendenza culturale dalle forze oppressive, non si potrà mai progettare ed affermare il cambiamento auspicato.

Continuiamo a sfuggire dall’esigenza di costruire il “governo di noi stessi”, per allontanarci coscientemente dal dominio di un sistema oggettivamente patologico, come sosteneva Gandhi.

Riappropriarci della nostra capacità di decidere è l’unica strada da percorrere per essere liberi di contribuire attivamente ad un vero processo di miglioramento della nostra condizione di vita e per sfuggire da ogni forma di violenza, che trova origine persino nella “educazione”.

Quando Gandhi morì, Nehru, suo grande amico, ebbe modo di perseguire un’azione di governo evidentemente distante dal pensiero rivoluzionario. Scelse la strada dell’industrializzazione dell’India, convinto della necessità di condurre il suo Paese nella modernità occidentale. Voleva trasformare l’India in una grande potenza. Fallì e dichiarò di aver sbagliato e che Ghandi aveva ragione. Del resto, nessun vero rivoluzionario, è mai stato parte del sistema che dichiara di voler combattere. 

Massimo Carboni   

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