venerdì 25 gennaio 2019

I NUMERI DELLA FOLLIA UMANA






Vivere alla giornata, in una dimensione effimera, senza ideali. C’è chi se ne frega del futuro perché non lo vivrà o perché non lo percepisce prossimo; chi è troppo impegnato a fare soldi ed a spenderli.

Abbiamo impostato, accettato, sostenuto un sistema politico che non consente una programmazione ed una gestione saggia, né di salvaguardia dell'ambiente, né di rispetto per ogni essere umano e per la natura, né di solidarietà e cooperazione. Questo sistema, riesce solamente a cucire delle pezze nel breve periodo, quasi sempre malamente e comunque evidentemente inefficaci.

POPOLAZIONE UMANA

La specie umana è composta di circa 6,5 miliardi di persone, di cui 1,3 miliardi vivono nel Nord, nei paesi industrializzati, e 5,1 miliardi vivono nel Sud, ovvero in paesi poveri o "in via di sviluppo".
1,6 miliardi di queste persone vivono in condizioni peggiori di 15 anni fa. 1,4 miliardi, ovvero il 25% della popolazione mondiale, vive al di sotto dei livelli di povertà.

Un essere umano su quattro fa fatica a trovare cibo e acqua. Sono uomini, donne e bambini che muoiono per una sciocchezza o stentano a sopravvivere nella assoluta miseria.

Sappiamo che 1,3 miliardi di essi hanno meno di un dollaro al giorno per vivere. Di questi sappiamo che 110 milioni vivono in America, 970 milioni in Asia, 200 milioni in Africa e 20 milioni in Europa.
 
RICCHEZZA E POVERTA'

Sul nostro pianeta iperindustrializzato, iperconnesso, iperinformato, iperprogredito ci sono ancora 1 miliardo di persone che sono analfabete e di queste 600 milioni sono donne.

Ancora 1 miliardo di persone vivono senza acqua potabile. Non sentono la mancanza di una birretta o uno spritz o una redbull ... non hanno acqua da bere. 800 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Di queste, 200 milioni sono bambini minori di cinque anni: di questi ne muoiono 11 milioni ogni anno. Mezzo miliardo di donne vivono in povertà assoluta. 89 paesi versano in una situazione peggiore di 10 anni fa. 70 paesi hanno entrate inferiori a quelle che avevano negli anni '60 e '70. Nel Sud c'è una media di 1 medico ogni 6mila persone, mentre nel Nord la media è di 1 ogni 350 persone. Basterebbero 6 miliardi di dollari come costo addizionale per ottenere l'accesso universale ai servizi sociali di base in tutti i paesi in via di sviluppo. Mentre solo negli USA in un anno si spendono 8 miliardi di dollari in spese per cosmetici.

In Europa spendiamo 11 miliardi solo in gelati. Ogni anno per il cibo prelibato che diamo ai nostri cani e gatti spendiamo 17 miliardi tra Europa e USA. Sempre in Europa si spendono 50 miliardi/anno in sigarette. In Europa beviamo alcoolici per 105 miliardi/anno. Ci massacriamo la salute e arricchiamo la malavita mondiale spendendo 400 miliardi/anno per droghe stupefacenti nel mondo.

Mentre basterebbero 9 miliardi di dollari per dare acqua bevibile e risanamento a tutti i cittadini del mondo che oggi non l'hanno, spendiamo in armi 780 miliardi di dollari.

Senza pensare che non avendo fatto carico nel modo giusto di tutti questi problemi spiattellati in nude e crude cifre, quei milioni di profughi presto diventeranno miliardi, visto che la situazione, senza intervenire in modo serio, non è sanabile, ma destinata a peggiorare. Questo è il curriculum vitae del genere umano.

C'è qualcosa che non riguarda i soldi e come vengono spesi, ma riguarda lo stile di vita e l'ingordigia dell'uomo consumista. Questo "qualcosa" si chiama devastazione totale del nostro pianeta.

PRODUZIONE E CONSUMO

Nel 1950 spendevamo 6,2 miliardi per la produzione dei nostri beni. Nel 1990 siamo saliti a 31 miliardi. Nel 2000 siamo saliti a 42 miliardi.

Lo spazio ‘bio-produttivo’ globale – necessario agli esseri viventi – sarebbe di 12 miliardi di ettari, sui 51 miliardi disponibili nel pianeta: ovvero 1,8 ettari a persona. Ma lo spazio consumato pro-capite è di 2,2 ettari, con punte di 10 per un cittadino medio americano, 5 per un francese, 4 per un italiano. 10% è l'aumento percentuale dal 1992 al 1999 dei consumi globali di carburanti fossili; 6,4 tonnellate di petrolio per anno consumati pro-capite nei paesi sviluppati; 0,63 tonnellate di petrolio per anno consumati pro-capite nei paesi in via di sviluppo

Mentre 2,5 miliardi di persone non dispongono di energia, noi incrementiamo il consumo annuale di un bel 2%. Ci sono 2 miliardi di persone che usano ancora il legno o altre biomasse nel Sud Est asiatico e nell'Asia meridionale e mezzo miliardo di persone che lo fanno nell'Africa Sub Sahariana. Dal 1971 al 2001 il consumo di combustibili fossili mondiale è sceso di un misero 6%. In compenso le emissioni globali di carbonio dal 1965 al 1998 sono aumentate di un 2,1%.

Col pericolosissimo nucleare produciamo il 16% di energia. Con le energie rinnovabili, invece, in totale produciamo il 4,5% di energia utile.

Stiamo distruggendo l'intero pianeta con i nostri rifiuti, il nostro menefreghismo, gli assurdi prodotti "usa e getta". E così oggi abbiamo scoperto che tutto ciò che riversiamo in mare galleggia producendo danni. Solo la plastica ha il difetto di frantumarsi fino a diventare piccolissime particelle che finiscono nelle pance degli animali e successivamente nelle nostre che li mangiamo. Montagne di rifiuti, persino sull'Everest.

Un sacco di rifiuti tossici non vengono smaltiti regolarmente e finiscono nei terreni e di conseguenza inquinano anche le nostre risorse idriche. Se incendiate, diossina.

SALUTE

11 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono nei paesi "in via di sviluppo".

Per il 70% le cause di queste morti sono: diarrea, infezioni apparato respiratorio, malaria, morbillo, malnutrizione. 6 milioni di persone muoiono a causa di malattie che si sviluppano nell'acqua e dall'inquinamento atmosferico (sempre nei paesi poveri). Il 25% di tutte le malattie che si potrebbero prevenire sono causate dalla scarsa qualità dell'ambiente nel mondo.

60 milioni di persone hanno contratto l'HIV/AIDS, che è la quarta principale causa di morte nel mondo. È pari a 92 la percentuale di persone colpite da HIV/AIDS nei paesi poveri rispetto al totale mondiale.

Inoltre, 47 anni di aspettativa in Sud Africa (dati del 2003); 70 anni in Botswana (1979), che scende a 36 anni sempre in Botswana nel 2002.

8,8 milioni di persone soffrono di tubercolosi ogni anno. E al 99% sono tutti residenti in paesi poveri. 1 milione di persone muore ancora ogni anno a causa della malaria.

AGRICOLTURA

L'11% delle terre emerse del pianeta è utilizzato per produzione agricola.

Produzione che non basta perché 250 milioni di persone sono direttamente interessate dal fenomeno della desertificazione. 1 miliardo di persone sono a rischio di essere coinvolte da questo fenomeno nei prossimi anni, grazie ai cambiamenti climatici provocati dal "progresso" umano.

Negli USA ogni anno servono 157 milioni di tonnellate di cereali, legumi, ortaggi, impiegati per produrre 28 milioni di tonnellate di proteine animali (mangimi che servono agli allevamenti di animali che vengono poi venduti come carne da macello in America). Rilevante è l'effetto inquinante per l'atmosfera dovuto ai gas prodotti dagli animali. Vista la situazione negli USA, in Giappone hanno aumentato del 360% il consumo di carne negli ultimi trenta anni.

L'80% dei bambini che soffrono la fame vive in Paesi che impiegano parte dei loro cereali per produrre carne destinata ai Paesi ricchi.

Per produrre un chilo di carne da portare in tavola si consumano 100 mila litri d'acqua. Mentre per avere un chilo di soia si consumano solo 2 mila litri.

ACQUA

Il 70% della superficie terrestre è coperta di acque. Di tutta questa acqua solo il 2,5% è acqua dolce, il resto è acqua salata. Il 70% delle riserve d'acqua dolce si trova tutta nelle calotte polari. Delle risorse mondiali di acqua dolce, solo lo 0,8% può essere utilizzato dall'uomo. Il 40% è la percentuale stimata di incremento di risorse idriche di cui avremo bisogno nei prossimi vent'anni.

Entro il 2025 si stima che il 66% della popolazione mondiale vivrà probabilmente in nazioni che avranno moderate o gravi insufficienze idriche.

BIODIVERSITA'

Terreni desertificati sul pianeta: 26%. Il 71% delle terre aride di tutto il mondo è esposto ad ulteriore degrado.

Ogni anno perdiamo 94 milioni di ettari di foreste, più della superficie dell'intero Venezuela. Ciò avviene per la necessità di espandere le produzioni agricole. Negli ultimi 10 anni il 4% delle foreste tropicali è andato perso.

Degrado degli ecosistemi costieri nel mondo prodotti dall'attività umana: 57%. In Europa 80%, in Asia 70%.

L'80% dell'inquinamento marino è causato da fonti che si trovano sulla terraferma.

Nei paesi in via di sviluppo il 90% delle acque di scolo è scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere alcun trattamento. Così come, sempre nei paesi in via di sviluppo, il 70% dei rifiuti industriali è scaricato direttamente nelle acque di superficie, senza ricevere alcun trattamento.

400 milioni di persone sopravvivono direttamente o indirettamente dai banchi di pesca. Però il 75% dei banchi di pesca mondiali necessiterebbero di iniziative immediate per bloccare o diminuire la pesca, in modo da assicurare adeguate disponibilità ittiche del futuro.

Siamo riusciti a distruggere il 24% delle barriere coralline mondiali, un altro 27% verrà distrutto entro i prossimi 10 anni.

ARIA

Ciascuno degli ultimi tre decenni è stato nell’ordine il più caldo sulla superficie della Terra rispetto a qualsiasi decennio precedente a partire dal 1850.

Prima della rivoluzione industriale i gas serra, in particolare l'anidride carbonica, presenti nell'atmosfera erano concentrati in 270 parti per milione. Nel 2017 i gas serra sono saliti a circa 400 parti per milione.

L’anidride carbonica è indispensabile per la vita e per la fotosintesi clorofilliana, ma allo stesso tempo è uno dei maggiori responsabili dell’effetto serra dopo il vapore acqueo. La CO2 si trova un po’ dappertutto in natura: nell’atmosfera terrestre, negli oceani e in tutto il sistema solare. Le emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili impiegati dall’uomo sono in continuo aumento e sono acuite dalla deforestazione. Questo determina quei fenomeni ambientali preoccupanti in un’ottica futura come il surriscaldamento globale.

Giusto per citare un caso, negli ultimi 24 anni il traffico aereo è aumentato dell'80% e stessa percentuale di aumento si è registrata per le emissioni di CO2, ma si prevede che cresceranno di un altro 45% entro il 2035. Gli aerei commerciali generano oltre 600 milioni di tonnellate di CO2 l'anno e rilasciano ossidi di azoto (NOx) direttamente nella troposfera, sede dei fenomeni meteorologici. Un solo aereo di linea inquina come circa 600 auto non catalizzate. Nel 2018 sono stati tracciati oltre 202 mila voli in un sol giorno, e che hanno messo a disposizione 30 milioni di posti. I passeggeri sono cresciuti del 75% in più rispetto a dieci anni fa quando i viaggiatori imbarcati sono stati 2,49 miliardi.
Ma oltre ai voli aerei ci sono altre cause di inquinamento atmosferico non prodotto dalla Natura, ma dovute a incendi dolosi, e ai roghi per incidenti industriali, bombardamenti, ecc. Senza contare, ovviamente, tutto ciò che finisce in atmosfera partendo dalle nostre fabbriche. Oltre a tutto ciò si cela un altro tipo di inquinamento difficile da determinare, ma che sicuramente esiste e fa danni: l'inquinamento elettromagnetico, dovuto a tutti gli apparati che emettono frequenze radio.

MARI E CLIMA

A partire dal 1900 si è rilevato un innalzamento del livello del mare pari a 18 centimetri. 46 milioni di persone ogni anno sono vittime di inondazioni dovute alla anomala violenza delle piogge.

Se il livello del mare subisse un innalzamento di 1 metro, 118 milioni di persone sarebbero vittime per inondazioni dovute alla violenza delle piogge.

ANIMALI

5300 specie sono potenzialmente a rischio a meno che non vengano compiuti degli sforzi per proteggerle.


Fonte: Report 2018 Internatinal Panel on Climate Change
Sintesi elaborate da: Enrico Riccardo Spelta

Nessun commento:

Posta un commento

1988, STRAGE IMPUNITA NELLE DOLOMITI

1988, Val di Fiemme, Cavalese località sciistica delle Dolomiti. È inverno, gli alberghi registrano “tutto esaurito”. I turisti viag...