domenica 27 gennaio 2019

SE È VERO CHE IL SUD È ARRETRATO NON È PER CASO



Centocinquant'anni di unità d'Italia richiedono un’analisi approfondita sullo squilibrio economico ad oggi esistente tra le due Italie, Nord e Sud.

Centocinquant'anni fa il Nord uni l'Italia ricorrendo ad un autentico massacro dei cosiddetti briganti che vivevano al sud. Furono istituiti veri e propri lager dove vennero trucidati centinaia di briganti con annesse famiglie e parentela. Si diceva allora che l'unità d'Italia era imprescindibile e il fine ultimo della missione avrebbe dovuto superare ogni mezzo usato per ottenere lo scopo.

I garibaldini salirono dalla Sicilia per unificare il tacco dello stivale alla testa, per unire i piedi al resto del corpo. Censimenti successivi stabilirono che i garibaldini erano al soldo dello Stato del Nord e che tra loro militvano i peggiori delinquenti.

Furono depredate le banche del Sud per rimpinguare le esauste banche settentrionali, questo non lo si stabili all'inizio del processo della spedizione dei mille ma fu una conseguenza nata a processo già in atto.

È da allora che nacque, o forse aumentò, in maniera esponenziale lo squilibrio economico.

Il Sud liberato nacque malato e la malattia divenne endemica a causa di una tassazione eccessiva operata dallo Stato centrale nei confronti delle popolazioni liberate. Furono le seguenti manovre economiche ispirate ad un liberismo economico cieco e indiscriminato. Si volle attuare una chiara politica coloniale tesa allo sfruttamento intensivo delle poche cose buone affinché il Nord potesse integrarsi con le regioni ricche dell'Europa. Il divario si fece via via più grande.

Nello stesso apparato politico centrale l'ottanta per cento dei votanti risiedeva al nord, non esisteva il suffragio universale e il voto era una questione di censo, come poter decidere sul tuo futuro se non hai la possibilità materiale di dire la tua? 

Dice un saggio che se uno squilibrio dura pochi anni è uno squilibrio congiunturale, se dura CENTOCINQUANTANNI allora è uno squilibrio progettato e voluto.


La Germania ha speso cinque volte tanto l’Italia per ridurre il gap esistente dopo la caduta del muro di Berlino e la conseguente riunificazione. Durante l'immigrazione di massa alla volta dell'America gli armatori del Nord furono finanziati due volte: una prima volta dallo Stato centrale e una seconda volta dalle popolazioni del Sud che disperate vendevano i loro pochi averi per inoltrarsi nel viaggio della speranza. Censimenti successivi dimostrarono che il flusso migratorio era costituito per un buon novanta per cento da genti del Sud.

Nei primi cinquant'anni del novecento non c'erano scuole al Sud e i migliori intellettuali dovevano emigrare qualora avessero voluto concludere gli studi, e immigrando perdevano la memoria dei loro luoghi natii secondo il processo psicologico che porta la vittima ad identificarsi con il carnefice.

Se una persona immigra da un posto desolato in un altro ricco e pieno di possibilità, si crea il processo di lobotomia mentale che porta a scordarsi le condizioni mentali in cui si trovava durante la partenza.

Durante il periodo degli anni sessanta affluirono tantissimi soldi per la ricostruzione del Sud. Nacquero le cosiddette "cattedrali del deserto". I soldi per finanziare il progetto di riduzione del gap arrivarono dalla politica, dall'amministrazione centrale, tuttavia, i soldi, vennero spesi per comprare macchinari obsoleti da industrie del nord. Quindi, i soldi calarono al Sud e presto risalirono al Nord. Il problem solving della cassa del mezzogiorno falli proprio per questo motivo.

Quando si parla di cervelli in fuga si parla di una maggioranza di persone che vivono al Sud. Del resto, che possibilità di crescita potrebbero avere nella loro desolata terra? Rimanendo nel proprio deserto avrebbero solo la certezza di morire di “sete”.

Nei giorni nostri, certa politica, continua a divulgare motti come: "i meridionali stanno cosi perché se la sono cercata, perché sono pigri e indolenti”. Quando si commettono lavaggi del cervello; quando dalla storia si omettono fatti importanti e decisivi per descrivere certi eventi, è allora che si verifica un presente corrotto dal passato dimenticato. Capire l'origine del gap storico tra Nord e Sud potrebbe portare a nuove verità, a nuovi tentativi di rivitalizzare il Sud, questa volta fatti senza un giro sporco di soldi, senza malafede di sorta.


Cristian Melis

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