Dagli anni Sessanta, la Sardegna, ha vissuto lo sviluppo di un modello d’industrializzazione di forte impatto ambientale e sulla vita delle comunità locali, importato e imposto con il consenso e l’entusiasmo della classe politica regionale.
Questo sistema produttivo ha mostrato il proprio declino annunciato con la fine delle politiche d’investimento pubblico.
Tale processo d’industrializzazione ha visto l’agricoltura soccombere alla sottrazione di suoli e vocazioni destinati a impianti chimici e petrolchimici. Inoltre, ha avuto come conseguenza la riduzione della capacità produttiva e l’azzeramento dei progressi che il settore agropastorale e della pesca aveva avuto negli Anni Cinquanta.
Tutto ciò poteva essere impedito e la Sardegna sarebbe cresciuta in una condizione diversa.
Massimo Carboni

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