"Nessun sistema può evolvere qualitativamente se si accetta
di campare nella rassegnazione e nella collusione.
È sempre più necessario attivare rinnovate
azioni di consapevole e progressiva rottura. Le omissioni, la superficialità e
le illusioni hanno causato mali assoluti e, talvolta, scritto pagine di storia
cruenta.
L’autodeterminazione di un Popolo e l’affermazione del suo innegabile bisogno
di benessere, stridono con il saccheggio, i soprusi, la sudditanza al potere ed
all’immotivata autoreferenzialità della classe dirigente. Chi governa è troppo
spesso la controfigura di un sistema torbido, strutturato per autodifendersi.
L’evoluzione è continua rivendicazione e preparazione di modelli alternativi,
di Stato e di Governo. La “collusione”, applicata nel quotidiano, è un freno
alla libertà e, quindi, alla crescita virtuosa. Una classe dirigente seria non
importa modelli maldestramente precostituiti, ma elabora ed applica strategie
organiche e di sistema basate sulle opportunità territoriali e culturali. Non
difende e non rappresenta la pirateria; non sostituisce l’affermazione dei
diritti legittimi con l’illusione. Non conta dove arriverà il singolo, ma dove
arriveremo tutti insieme.
L’indignazione fine a se stessa non basta, anzi danneggia.
Serve una rivoluzione culturale. Il cambiamento auspicato non è generazionale,
ma nella progettualità, nei metodi e nella conoscenza. I principi di libertà e
legalità vanno vissuti giorno dopo giorno, rinunciando all’ispirazione
forcaiola e giustizialista che produce ingiustizia e, talvolta, vittime
innocenti. Ogni individuo deve uscire dagli spalti della tifoseria cieca e
deleteria. Deve contribuire attivamente con il sapere e con lucidità. Il
peggior nemico della Sardegna e delle sue città è l’individuo con la sua fame
di vendetta; con il suo egoismo; con il sostegno ai mercenari, punti di
riferimento della mala politica; con le sue rivendicazioni al ribasso; con la
sua paura di invertire la tendenza pur vivendo il declino. La Sardegna, nel suo
complesso, sta sprofondando in una infinità servitù culturale.
Abbiamo bisogno di uno “Stato” giusto per combattere pressapochismo, corruzione e malaffare. Dobbiamo superare noi stessi per costruire centri di
responsabilità parallela. Occorre superare i paradigmi standardizzati che
rafforzano questo disastroso sistema. Non servono urla da “lotta continua”, ma
azioni innovative e profondamente comunitarie".
Massimo Carboni
Massimo Carboni

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