«I nostri genitori, con intento
protettivo, amavano ripeterci: "la politica è una cosa sporca". E
mentre in Sardegna fervono i preparativi in vista delle prossime elezioni
regionali, ripenso alla saggezza di quell'insegnamento che mi appare, oggi, così
tremendamente attuale. Sono in tanti (partiti e uomini) tra gli uscenti e gli
ex che, in piena continuità con il passato, intendono riproporre la propria
candidatura, perfettamente noncuranti dei drammi a loro imputabili.
La
Sardegna, non per fatalità, è una regione marginale all'interno dell'UE, tra le
più povere. La maggior parte del PIL è dato da un'industria petrolifera e da
una fabbrica di armi, che in Sardegna lasciano ben poco, con l'aggiunta di
quello che ritrae la foto. Spopolamento, degrado, disoccupazione, grave difetto
di scolarizzazione completano il quadro. Per non parlare d'altro.
Penso anche a chi, ciononostante, intende riconfermare
quelli di cui sopra e, a loro, mi permetto, amichevolmente, di ricordare un
altro proverbio che suona un po' come un avviso ai naviganti: "chi è causa
del proprio mal pianga sé stesso"».
Gianluigi Scalas

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