giovedì 10 gennaio 2019

VIVIAMO NELL'INCERTEZZA, DEL PRESENTE E DEL FUTURO




«C’è stato un tempo in cui si faceva uso quotidiano di prodotti "umani", raccolti e realizzati rispettosamente dalle mani del contadino e dell’artigiano.

Una vita dura ma certa, fatta di sacrifici e di ambizioni: mantenere la famiglia ed investire nel futuro dei propri figli. La stessa rivoluzione operaia viveva la stessa condizione ed aveva, tutto sommato, la stessa ambizione: progredire attivamente, nel solco della Tradizione. Ma tutto è sfuggito di mano: la persona è diventata individuo-consumatore; il denaro è diventato un fine e non più un mezzo; la comunità produttiva si è trasformata in società sterile; lo Stato in un avversario; la forza dell’identità in omologazione e conformismo.

Le periferie, che rappresentavano un modello di civiltà umana in un rapporto perfetto con la natura e con la spiritualità, sono state trasformate in violenza. In un deserto, anche di valori. Questa neo barbarie ha contaminato le città, con una deriva preoccupante: l’incertezza del presente e soprattutto del futuro».

Massimo Carboni

(Foto: una consueta domenica di gioia a Bitti nel 1915)

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