La maggior parte dei comuni
italiani non si è ancora dotata di piani urbanistici del verde e dei relativi
piani manutentivi.
In mancanza di politiche per il
verde urbano non ci si deve dunque stupire se gli alberi cadono e fanno danni e
vittime, lasciati come sono all'incuria e alla improvvisazione delle operazioni
colturali.
Tra gli amministratori è diffusa
l'idea che gli alberi abbiano una funzione meramente decorativa e, in tale
ottica, vengono spesso piantati alla rinfusa, secondo il personale intuito
dell'assessore di turno, preferibilmente negli spazi più angusti, nelle aree di
risulta, nei siti meno appetibili dalla speculazione edilizia e con l'utilizzo
di specie incompatibili con gli ambiti urbani.
Capita così di vedere, anche
diffusamente, alberi piantati sotto i balconi, o balconi costruiti sopra gli
alberi, o in marciapiedi dove già è disagevole il passaggio dei pedoni e dove
l'apparato radicale non trova sufficiente spazio per la sua normale espansione.
In tali condizioni gli alberi crescono cercando, come possono, di adattarsi all'ambiente circostante, assumendo
un portamento non naturale compromettendo il loro equilibrio e la stessa
stabilità.
In tale situazione anche la percezione dei cittadini ne risulta distorta: gli alberi non vengono più percepiti come parte integrante di un auspicabile ecosistema portatore di funzioni sociali, educative e ambientali, bensì come un fardello, un fastidioso e pericoloso ingombro.
In tale situazione anche la percezione dei cittadini ne risulta distorta: gli alberi non vengono più percepiti come parte integrante di un auspicabile ecosistema portatore di funzioni sociali, educative e ambientali, bensì come un fardello, un fastidioso e pericoloso ingombro.

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